Viaggiare migliora anche lo studente

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Il raduno travel 365 all'hotel san salvador

Quando, ormai più di due anni fa, ho iscritto Andrea Chandra alle scuole elementari, ho avvisato subito le maestre dicendo che avremmo viaggiato molto. Nonostante questo, ho detto loro, mi sarei adoperata per non farla rimanere indietro sul programma e non farle perdere nulla di importante. Andrea Chandra ha così partecipato a tutte le gite con la classe, alle varie recite di Natale e fine anno, ha fatto le verifiche e tutto il resto. Ed era in pari.

Viaggiare e studiare

Quando, in seconda elementare, per vari problemi, ha cambiato scuola, ho ripetuto la stessa cosa alle maestre nuove. Che all’inizio erano contente, tanto da dire direttamente ad Andrea che sarebbe diventata la loro “reporter di viaggio”, cosa di cui era entusiasta. Lo scorso anno abbiamo viaggiato parecchio e Andrea è uscita in pari con tutti gli altri bambini. Ma alla consegna della pagella mi sono sentita dire che “se avesse frequentato di più le avremmo dato voti più alti”. Non ho detto nulla. E non ho cambiato i miei piani. Sono partita per l’Erasmus e le maestre non erano contente del fatto che Chandra venisse con me per tutto l’anno scolastico.

Da quando siamo partite, seguo direttamente la sua istruzione. Studiamo, come vi ho mostrato già in altri post, in modo tradizionale e anche sfruttando quello che incontriamo nei nostri spostamenti. Andrea è serena e sorride, sorride tanto. E siamo in pari con la scuola, perché ho una mamma che mi aggiorna (grazie Giulia) e che mi mostra cosa stanno facendo. In questi mesi Andrea Chandra ha già letto due libri, non due libretti da 10 pagine, due libri e ora sta leggendo “Il giro del mondo in 80 giorni”. Di ogni libro fa la scheda libro: titolo, autore, personaggi, ambientazione, trama e giudizio. In corsivo. E usiamo gli stessi testi per fare analisi.

Viaggiare migliora anche il rendimento scolastico

Ero certa che questo viaggiare avrebbe solo giovato a mia figlia. Oggi leggo questo:

A survey of almost 1,500 U.S.-based teachers, commissioned by the Student and Youth Travel Association (SYTA), found that 74 percent of educators believed that travel has “a very positive impact on students’ personal development.” A majority of teachers (56 percent) also believe that travel’s positive impact can extend to a student’s education and career.

Uno studio dell’associazione Viaggi Per Studenti e Giovani, ha dimostrato che il 74% degli educatori dichiara che i viaggi hanno un impatto positivo sullo sviluppo personale degli studenti e il 56% degli insegnati ritiene che questo impatto positivo si possa estendere anche all’educazione e alla carriera.

E io sono felice. Perché continuerò a viaggiare. Andrea continuerà a studiare mentre si viaggia. E prima o poi anche in Italia capiranno che viaggiare non penalizza, ma allarga mente, vedute e conoscenze. Perdere giorni di scuola non equivale a restare ignoranti o a non rispettare le regole. Viaggiare significa imparare le regole in modo alternativo, studiare e apprendere in modo diverso da come siamo abituati.

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31 COMMENTS

  1. Il viaggio è il miglior modo per fare conoscere la vita ai bambini! Specie esperienze come le vostre (vedi il tuo Erasmus) !!! Dovremmo essere tutti un po’ più viaggiatori e conoscere il mondo attraverso la nostra pelle!
    Nicoletta

  2. Noi crediamo fermamente che l’esperienza di viaggio aiuti anche a sviluppare l’intelligenza oltre che l’apertura mentale. Non mi stupisce, quindi, leggere dei progressi e della serenità di Andrea Chandra durante questa vostra esperienza!

  3. vedere con i propri occhi altri posti, scoprire da sé la meraviglia del mondo e le differenze sociali in base a dove si va accresce dentro chiunque e far studiare i nostri figli così è la cosa migliore

  4. Assolutamente d’accordo con te. Il viaggio è esperienza e conoscenza. Viaggiando i miei bimbi hanno imparato moltissime cose e io sono davvero orgogliosa di loro!

  5. Sono assolutamente convinta che viaggiare apra cuore e mente e quindi aiuti a comprendere nuove realtà, a mettersi nell’ottica dell’apertura e dell’accoglienza. Questo aiuta anche, ad un certo livello, l’apprendimento scolastico e non solo. Viaggiare fa bene al cuore e all’anima. Viaggiare fa bene a tutti, ma agli studenti maggiormente.

  6. Daccordo con molte cose che dici. Mi spiacerebbe però che perdesse anche il fatto di relazionarsi con i suoi coetanei, ecco per me questo è un punto importante. Come vive Andrea questa cosa? Ha degli amici con cui passare il tempo li?

    • Per fortuna quando scelgo dove spostarmi lo faccio sempre e comunque da cittadina italiana, Stato in cui pago le tasse, che sancisce per Costituzione il diritto all’educazione gestita dai genitori 🙂 La Germania, dove ho studiato, non è mai entrata nelle possibilità di residenza che ogni tanto valuto.

  7. Come potrei non essere d’accordo con te. Viaggiando impari tantissimo, dalla geografia (e chi si dimentica più dove è la Namibia, dove esserci stati) , alla storia (la vivi in prima persona, guardando reperti o scavi ) , alla scienza, alla sociologia.. insomma il Mondo è una grande università. Il problema non è tanto delle scuole itliane, ma degli italiani che non viaggiano tanto, se penso a quante parole mi ha detto mia mamma negli anni! Ma ora forse ha iniziato a capire

    • Bhe io il primo ostacolo che ho dovuto superare è stato proprio mia mamma quando ancora Chandra andava all’asilo. Io ero appena rimasta in sedia a rotelle e mi dicevano che “se perdeva asilo come fa poi a socializzare” e lei invece socializzava, come fa ora, con chiunque ahaha 😀

  8. Anche io penso che viaggiare aiuti i bambini a conoscere il mondo da una prospettiva che non si può imparare tra i banchi di scuola. Io da piccola ho viaggiato poco, ho recuperato da grande, e penso sarei stata diversa se lo avessi fatto.

  9. Bravissima Sofia, mi piace questa tua tenacia e soprattutto concordo con il tuo punto di vista ! viaggiare allarga la mente e Andrea Chandra è una bambina molto fortunata! Probabilmente l’unica cosa che forse non si può compensare con l’homeschooling è la quotidianità del rapporti con i compagni. Ma sono certa che tu avrai trovato soluzioni anche per questo 😉

    • La quotidianità non è detto che sia una cosa positiva. 😉 e invece che sempre i soliti 15/20 amici vede tanti bambini diversi. Poi ora sta iniziando anche a capire qualche parolina di polacco 😉

  10. ammiro molto la vostra organizzazione di studio, diciamo pure studio parentale i bambini a volte ci sanno sorprendere così tanto che restiamo senza parole. Vorrei farlo anche io col mio piccolo questo tipo di “scuola”

  11. Sono d’accordissimo, penso che il viaggio sia un’altra forma di educazione e formazione personale, e che aprire la mente non possa che migliorare l’apprendimento. Lo dice l’espressione stessa, se apri la mente, ci entrano più cose, no?
    La vostra scelta di vita a me appare bellissima, anche se non mi meraviglia affatto la miopia burocratizzata italiana.
    Ma intanto voi sorridete e imparate. Non sono certo cose di poco conto!

  12. Che bell’articolo. Andrea Chandra è una bambina molto fortunata e sicuramente crescendo sarà sempre più grata anche lei di avere avuto la possibilità di conoscere posti nuovi fin dall’infanzia. Viaggiare da bambini regala un’apertura mentale e una curiosità diversa rispetto ai bambini che non viaggiano mai.
    In bocca al lupo per le vostre nuove avventure 🙂

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