giornata internazionale persone con disabilità
Esperienze in Sedia a Rotelle,  Vita da Mamma

Rispettateci sempre, non solo oggi e sui social

Il 3 dicembre di ogni anno si celebra, dal 1992, la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Il solo fatto che ci sia ancora bisogno di ricordare ai più dell’esistenza di questi diritti è indice che di strada ancora ne abbiamo da fare, soprattutto in Italia, paese che si reputa all’avanguardia, ma che in tema di diritti ai disabili è tra gli ultimi in Europa.

Il tema 2018 della giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

Il tema di quest’anno si concentra sul potenziamento delle persone con disabilità per uno sviluppo inclusivo, per uno sviluppo equo e sostenibile, come parte dell’agenda 2030. L’Agenda 2030 si impegna a “non lasciare nessuno dietro”. I governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato devono lavorare come una “squadra” per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).
Quest’anno, il Segretario generale delle Nazioni Unite lancerà un rapporto intitolato “Rapporto ONU sulla disabilità e lo sviluppo | 2018 – Realizzazione degli SDG da parte di, per e con persone con disabilità “. 

I diritti delle persone con disabilità ogni giorno

Come in tutte le cose, non serve avere una giornata internazionale per i diritti di una categoria di persone se poi ogni giorno non si cerca di rispettare questi diritti. E non sto parlando solo di quei diritti eclatanti (salute, lavoro, famiglia) ma di quelli meno eclatanti ma che garantiscono una vita il più normale possibile. Un esempio sotto gli occhi di tutti sono i parcheggi. Perché lo so che molti di voi che state leggendo ora sono a favore dei diritti dei disabili, ma so anche che molti di voi parcheggiano senza alcun pensiero in un parcheggio disabili “solo 5 minuti”. O sui marciapiedi “tanto vado via subito”. Eppure quel piccolo gesto è il contrario di quello che questa giornata vuole portare avanti. A che mi serve avere un lavoro se poi non ci posso andare al lavoro perché non trovo parcheggio e i parcheggi disabili sono occupati da persone che usano il contrassegno di mamma o papà o, peggio, non ne hanno proprio uno? Come faccio a esercitare il mio diritto, legalmente riconosciuto, se poi non posso farlo in modo pratico ogni giorno, perché se chiamo i vigili urbani per far spostare un’auto parcheggiata su un posto disabili mi rispondono che “le mandiamo un’auto appena possibile” e passa un’ora, durante la quale chi ha leso un mio diritto ha spostato l’auto? 

Prima di condividere qualsiasi evento legato alla giornata di oggi sui social, pensateci bene. Pensate bene a quante volte avete leso i diritti di noi disabili e di quanto siate a tutti gli effetti partecipi della discriminazione che ogni giorno viene portata avanti, in modo silente e continuo. Solo se siete certi di non averlo mai mai mai fatto, allora condividete. Altrimenti, per rispetto, non fate nulla. Anzi no. Non condividete, ma smettetela di parcheggiare “solo 5 minuti” dove non dovreste. Farete molto di più con il vostro esempio che con una condivisione su facebook.

Grazie.

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4 Comments

  • Monica

    Condivido ogni tua parola. Spero vivamente,con tutto il cuore,che un domani esista un mondo dove non sia necessario ricordare di non dover occupare i parcheggi riservati.
    Buonsenso e civiltà!

  • Julia

    Piuttosto fermo l’auto davanti al cancello se devo fermarmi al volo ad esempio per far scendere i bambini ma non ho mai parcheggiato nei parcheggi riservati . È una gran brutta cosa

  • Chiara

    Quando vedo qualcuno parcheggiato sui posti destinati ai disabili mi sale il nervoso, lo fanno con una nonchalance incredibile, una cosa che non tollero. Hai ragione bisogna imparare a rispettare il prossimo sempre e non solo durante una giornata celbrativa

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