Da 5 anni in sedia parlando di turismo accessibile

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Quando a settembre del 2013 mi hanno detto che avrei dovuto usare per la maggior parte del mio tempo una sedia a rotelle non avevo pensato a dove sarei stata oggi. 
Vi sto scrivendo dalla Polonia, da Cracovia per la precisione. Sto scrivendo da un camper e lo sto facendo nei momenti liberi dallo studio. Già. Anche lo studio. Se mi guardo indietro vedo tantissime difficoltà ma anche tantissime soddisfazioni. 

Perchè scrivere di turismo accessibile?

Quando sono uscita dall’ospedale e ho voluto prenotare per andare qualche giorno in vacanza e riprendermi un pochino, mi sono scontrata con un muro di gomma. Booking non aveva la possibilità di scegliere la stanza attrezzata, quindi non potevo usarlo per prenotare gli hotel come facevo prima. Da qui la prima idea, quella di creare un database di hotel e strutture turistiche elencandone le caratteristiche tecniche e descrivendole, così da permettere ad altre persone, anche con disabilità diverse dalla mia, di capire se la struttura era adatta a loro o meno. E questo progetto, che ho chiamato Viaggiare Disabili, è finito anche nella guida Lonely Planet sul turismo accessibile, per cui ne sono parecchio fiera. La potete scaricare gratuitamente dal sito della casa editrice.

Cosa vuol dire scrivere di turismo accessibile?

Scrivere di turismo accessibile è una cosa che ho imparato a fare. Scrivo da 5 anni e all’inizio non avevo idea di cosa scrivere. Ma ho imparato. Ho imparato a non concentrarmi solo sulla mia sedia a rotelle ma a guardare i posti anche in base ad altre caratteristiche. Ho imparato a guardare anche dettagli che prima non consideravo. Per esempio il braille. In Italia una cosa quasi sconosciuta. Ed è anche grazie a queste attenzioni che alcuni hotel, in particolare uno a Matera, si è attrezzato anche per i ciechi, facendo cartine e cartellini fuori dalle stanze. Semplicemente parlando con me e capendo che la mia richiesta di sapere se li avevano era per poterlo scrivere e raccontare. Hanno capito. E hanno fatto un salto di qualità, rendendo il loro hotel più accessibile. Ma la cosa bella dello scrivere di turismo accessibile è che le cose le devi provare. Tutte. Ogni hotel, ogni struttura, ogni percorso, ogni museo. Non puoi scrivere leggendo un comunicato stampa, non puoi dire se un hotel è accessibile o meno guardando il sito web dell’hotel. Anche perché su nessuno compaiono le informazioni necessarie. E poi mi sono accorta che mancava ancora qualcosa. Ecco allora che è nato, 4 anni fa, il mio secondo progetto. Mamma Ha Le Rotelle.

Di cosa parla mammahalerotelle?

Mammahalerotelle è il pezzo che mancava a Viaggiare Disabili. In mammahalerotelle posso uscire dal tecnico e raccontare quello che vedo anche da altri punti di vista, tipo quello semplice della mamma che viaggia e che non vuole smettere di farlo. All’inizio avevo una bambina di 3 anni, ora ne ha quasi 9. E in tutti questi anni ho sempre viaggiato con lei. E con un autista. Perché seppure io possa ancora guidare, mi affatico subito e preferisco avere un autista. Quindi viaggiamo in tre. Ma lei, Andrea Chandra, è sempre con me. E quando possono vengono con me anche gli altri miei due figli, Dejan (22 anni, che ora studia negli USA) e Pamela (19 anni, che studia in Lombardia). Su mammahalerotelle quindi racconto il lato famiglia dei miei viaggi, racconto le avventure e le disavventure di una mamma in sedia a rotelle che si diverte a cercare nuove mete da raccontare. Spesso viaggio con un progetto ben preciso e da poco è nato un progetto nuovo. Quello delle guide e delle audio guide. 

Le guide di turismo accessibile di Viaggiare Disabili e Mammahalerotelle

L’evoluzione dell’evoluzione. Scrivo sul blog, mio e di Viaggiare Disabili. Scrivo, da maggio, anche per diversi comuni che vogliono delle guide sul turismo accessibile nel loro territorio. Ne ho in cantiere, in fase di ultimazione, quattro. Le distribuirò da questo sito, senza casa editrice, per ora. Ma non disdegno di farlo in futuro. Ma voglio restare libera di scrivere nel mio modo di scrivere. E non solo. Ho pensato che sarebbe bello dare la possibilità di vedere anche a chi non vede. Quindi ecco che ho pensato a fare un passo ulteriore. Creerò delle guide audio. Scaricabili sempre dal sito che si potranno ascoltare per capire e “vedere” quello che gli altri possono leggere. Sto facendo pratica. Mi sto esercitando a descrivere in modo dettagliato quello che vedo. E sto scoprendo un mondo nuovo.

Il turismo accessibile fuori dall’Italia

Chi ha detto che i disabili viaggiano solo nel loro paese di origine? Con questo nuovo step del progetto voglio dimostrare che il mondo è bellissimo anche stando su una sedia a rotelle. Non voglio dire che sia sempre rose e fiori, i periodi bui arrivano anche per me. Voglio solo far conoscere le possibilità di accessibilità che ci sono fuori dall’Italia. E per iniziare ho scelto uno Stato che non è una meta usuale: la Polonia. Starò qui sei mesi, la girerò in camper, e scriverò una guida online passo passo delle cose più belle che vedo. Allo stesso tempo sto scrivendo una guida cartacea, in italiano, che spero troverà un editore e che sarà tradotta (comunque) anche in inglese e, perché no, in polacco.

Se vuoi puoi iscriverti alla newsletter e ricevere in omaggio la Prima delle Guide che abbiamo preparato. Questa è in collaborazione con il Comune di Sappada. E poi una volta a settimana riceverai aggiornamenti e approfondimenti sulle località che visiteremo. 

28 COMMENTS

  1. Ho letto con piacere queste righe, devo dire che sei una donna da ammirare e da seguire, una persona che stimo molto per la franchezza e soprattutto per l’energia di vita pura che traspare da ogni parola e foto. Molto bello e coinvolgente il rapporto che hai con tua figlia, non è così scontato sai! In bocca al lupo Sofia per ogni cosa, io continuerò a seguirti in capo al mondo 🙂

  2. Ho uno zio costretto alla sedia a rotelle dall’età di 11 anni per un gioco tra bimbi finito male. Inizialmente fu durissima per lui e l’intera famiglia, poi trovò la forza e proprio come te dimostrò che tante delle cose che desiderava fare, seppur con impegno e difficoltà maggiori, poteva realizzarle. Ho grande ammirazione per lui, la sua forza dava forza ad altri nelle sue stesse condizioni e non. Oggi provo la stessa ammirazione leggendo il tuo blog. Brava e complimenti!

    • mi fa piacere leggere questo commento 🙂 sono felice di non essere l’unico esempio… mi piacerebbe se a tuo zio venisse voglia di raccontarmi la sua storia.. la ospiterei volentieri nel mio blog 🙂

  3. Sofia, come ti ho già detto ti ammiro tanto e credo che il tuo progetto sia qualcosa di positivo. Chi ha disabilità motorie o altro genere di disabilità deve poter fare esperienze turistiche come tutti senza sentirsi escluso. Appoggio le tue idee e avanti tutta! Un abbraccio

  4. Ho sempre apprezzato il tuo lavoro Sofia, spesso parlare di disabilità può sembrare un argomento tabù. invece tu lo affronti con semplicità e anche auto ironia e questo a mio avviso ti farà andare lontano

  5. Sofia tu sei una forza della natura: anziché abbatterti hai deciso di combattere le difficoltà, e di farlo non solo per te ma anche per gli altri. Quanti progetti, uno più interessante dell’altro. Seguo le tue avventure in Polonia.

  6. Complimenti, hai trasformato un problema in una risorsa, tirando fuori del buono anche dalla tua condizione. Ti ammiro molto, continua così! Ti seguirò nella tua avventura in Polonia.

  7. È molto importante e utile il lavoro che stai facendo..io stessa mi sono accorta che alle volte vengono definite accessibili cose che in realtà non lo sono. Per esempio qualche settimana fa sono stata in Casentiji

  8. È molto importante il lavoro che stai facendo, io stessa mi sono accorta che alle volte vengono definiti come accessibili attrazioni che non lo sono. Per esempio in Casentino ho fatto un sentiero, definito accessibile, che in realtà lo è solo nel primo tratto. Invece qui da me alla Spezia il CAI locale ha messo a punto un progetto per portare in montagna persone con disabilità motorie. Se ti interessa, scrivimi che te ne parlo! Buon lavoro e buona Polonia!

  9. Ci vuole coraggio e determinazione per costruire un progetto così grande, così bello e così utile per chi non vuole farsi fermare dalla disabilità ma vuole continuare a conoscere il mondo un pezzo per volta

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